Dall' omelia in occasione del pellegrinaggio diocesano al santuari di Mompileri - 21 maggio 2009

[…] 7. In questo momento così partecipato e così bello, desidero mettere nel Cuore della Madre la Visita Pastorale di cui ho dato l’annunzio in occasione della Messa Crismale, lo scorso Giovedì Santo. Essa, nella vigente legislazione canonica, è descritta come un dovere del Vescovo. Sarà per me, soprattutto, motivo di grande gioia poter sperimentare quanto affermato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II: la Visita Pastorale è un “autentico tempo di grazia e momento speciale, anzi unico, in ordine all’incontro e al dialogo del Vescovo con i fedeli. Il Vescovo Bartolomeu dos Martires […] definisce la visita pastorale quasi anima episcopalis regiminis (anima del governo pastorale) ed efficacemente la descrive come un’espansione della presenza spirituale del Vescovo tra i suoi fedeli” (Es. Ap. Pastores gregis, 16.10.2003, n. 4, 46). La Visita Pastorale permette al Vescovo di essere segno del Signore che incontra il suo popolo nella pace. Voglio, perciò, dedicare ad essa tutto il tempo che sarà necessario, senza fretta, senza tralasciare nulla di tutta quella ricchezza che la caratterizza. Mi affido al Buon Pastore. Sia Lui a condurmi durante la visita, affinché essa rappresenti per la nostra Chiesa un vero tempo di grazia. 8. Per tale motivo occorre anzitutto pregare. Con l’odierno pellegrinaggio la Chiesa di Catania, ad imitazione della comunità descritta nella prima lettura poc’anzi proclamata (At 1,12-14),diventa assidua e concorde nella preghiera con la Madre di Gesù ed a Lei affida la prossima Visita Pastorale. Segno di questa preghiera saranno un’apposita intenzione che durante la preghiera dei fedeli, a partire da ottobre, ogni domenica sarà dedicata alla visita, come pure la Preghiera per la Visita Pastorale, che, a tempo opportuno verrà composta. 9. Mi pare opportuno accennare ancora a due aspetti della Visita Pastorale. a) Essa è come un cammino che la nostra Chiesa intraprende e che inizia con una approfondita riflessione sulla sua identità e sulle sue attuali condizioni. Per la riflessione saranno predisposti appositi sussidi, mentre un Questionario permetterà di raccogliere i dati più aggiornati circa le singole parrocchie, i 15 Vicariati e quindi circa l’intera nostra arcidiocesi. In tale contesto si colloca la cosiddetta Visita Reale che vedrà coinvolti quanti operano negli Uffici della Curia arcivescovile. Il Questionario sarà consegnato all’inizio del nuovo anno pastorale, quando incomincerà pure la Visita Reale. b) Il secondo aspetto che vorrei qui evidenziare consiste nella prospettiva con cui guardare alla Visita Pastorale. In passato il Vescovo non aveva la stessa possibilità di cui oggi invece dispone, di essere presente nel territorio e in mezzo ai fedeli della Chiesa affidatagli. La Visita Pastorale costituiva allora la rara occasione per vedere ed incontrare il Vescovo che dimorava abitualmente nella Città episcopale. Oggi, diversamente dal passato, il Vescovo è possibile incontrarlo in tante occasioni. Per tale motivo è più opportuno parlare di visita-verifica pastorale. La verifica, chiariamolo subito, non deve essere vista come un mero fatto amministrativo e fiscale. Nella Chiesa, infatti, la verifica rappresenta anzitutto una bella occasione per lodare e ringraziare il Signore per il bene realizzato ed esistente nella nostra vita personale e comunitaria. La verifica ci offre pure la certezza che camminiamo sulla giusta strada, e quindi ci spinge a continuare con entusiasmo nella via che percorriamo. È innegabile che la verifica farà emergere anche stanchezze, insufficienze e mancanze, ma ad esse guarderemo con la consapevolezza di essere Chiesa fondata sull’amore del Padre, sulla redenzione operata dal Figlio e sulla forza dello Spirito Santo che la anima interiormente. E questo ci spingerà a quella conversione che, lo sappiamo bene e speriamo di sperimentarlo sempre, costituisce una dimensione normale e permanente della nostra vita cristiana, protesa a rispondere alla comune vocazione alla santità. La conversione renderà più agile, più spedito e più sicuro il nostro incedere verso traguardi di testimonianza e di missionarietà. Trasformandosi in provvidenziale verifica, la Visita Pastorale affinerà lo stile comunionale e ministeriale della nostra Chiesa. Al comune impegno di progettare e realizzare insieme quelle indicazioni pastorali che rendono oggi la Chiesa di Catania rispondente al progetto di Dio e più attenta e diligente nel mettere in pratica quanto lo Spirito le dice, deve seguire il momento della coraggiosa verifica. Mentre ringraziamo il Signore che ci ha dato il gusto di impegnarci nel progettare e nel realizzare condivise linee pastorali, Lo supplichiamo affinché ci faccia crescere in questo stile di verifica, tanto necessaria sia nella nostra vita personale sia nel campo dell’azione pastorale comunitaria. 10. Un ultimo, ma graditissimo pensiero per voi, cari fratelli presbiteri e diaconi. La visita-verifica pastorale coinvolge tutti, ma in maniera particolare noi, ministri del Signore in questa Chiesa. È certamente un dono grande del Signore la possibilità, offerta a tutta la Chiesa dal Santo Padre Benedetto XVI, di celebrare, dopo l’Anno Paolino, uno speciale Anno Sacerdotale. Esso inizierà il 19 giugno, Solennità del Sacro Cuore di Gesù. Nella nostra arcidiocesi l’Anno Sacerdotale coinciderà con la fase preparatoria ed iniziale della Visita Pastorale. Voglio vivere tale coincidenza nella gioia di incontrare i singoli sacerdoti per rinsaldare quei vincoli che, sotto tanti punti di vista, uniscono presbiteri, ogni singolo presbitero, e Vescovo. Il Signore ci fa incontrare tante volte; eppure, ai prossimi incontri vogliamo dare un tono particolare e straordinario. Per questo li raccomando alla comune preghiera e noi stessi, carissimi fratelli presbiteri, non mancheremo di prepararci ad essi con attesa orante. Da questa iniziativa che farà crescere la nostra fraterna comunione, scaturirà certamente anche un rinnovato impegno nel ministero che svolgiamo. Mi piace riprendere qui alcune espressioni dell’omelia della Messa Crismale: «la Visita Pastorale mi darà la gioia, carissimi fratelli presbiteri, di vedervi all’opera come servi premurosi del nostro popolo. Avrò la confortante conferma della vostra fedele e costante dedizione al ministero che il Signore vi affida di nutrire con la sua Parola e di santificare con i sacramenti il santo popolo di Dio». Anche per me la Visita Pastorale costituirà uno speciale tempo di grazia e un forte stimolo per crescere nella generosità del mio servizio episcopale. Mi raccomando alle vostre preghiere affinché, con voi fratelli presbiteri e diaconi, possa accogliere e far fruttificare con abbondanza il grande dono che ci prepariamo a ricevere. 11. Inserito nella vita ordinaria della nostra Chiesa, lo straordinario tempo di grazia della Visita Pastorale, ci mobilita per una intensa preghiera, per una diligente preparazione, per una leale e coraggiosa verifica. Questa è la ricchezza del momento che ci attende; tutto questo oggi noi deponiamo nel cuore della Madre nostra, la Madonna di Mompileri. Per Sua intercessione, per intercessione del Beato Card. Dusmet -al quale affido in modo speciale la visita pastorale- la Trinità Santissima, ci conceda la grazia di poter trasformare il ritornello dell’odierno salmo responsoriale, di Te si dicono cose stupende città di Dio, nella esaltante affermazione di te si dicono, e si possono dire con tutta verità, cose stupende santa Chiesa di Catania. Così sia per tutti.