Lettera dell'Arcivescovo

Alla Comunità diocesana Fratelli e Sorelle nel Signore,

Sono lieto di affidarvi il presente Direttorio per la Visita Pastorale con la speranza che esso sia di valido aiuto per preparare e vivere bene lo straordinario evento da cui tutti attendiamo una grande ricchezza di doni dal Padre a vantaggio dell’amata nostra Chiesa particolare.

1. Il Direttorio è previsto nel Decreto di indizione della Visita Pastorale che ho firmato in Cattedrale al termine della concelebrazione eucaristica del 2 ottobre u.s. a ricordo del XVII anniversario della mia ordinazione episcopale. Nella stessa circostanza vi è stata consegnata la Lettera con le indicazioni per l’anno pastorale in corso. Con grande gioia ho sottolineato in essa la provvidenziale opportunità di far coincidere l’Anno Sacerdotale, inaugurato il precedente 19 giugno, con il primo periodo della Visita Pastorale. Stiamo perciò realizzando le iniziative previste al riguardo nella Lettera. Desidero ringraziare il Signore per i benefici che l’Anno Sacerdotale produce in noi sacerdoti e nell’intera comunità diocesana. In particolare, mi è gradito rilevare che gli incontri personali e di Vicariato con i Parroci e Vicari parrocchiali finora tenuti, costituiscono una provvidenziale ambientazione per la successiva fase della Visita Pastorale che ci accingiamo a vivere, preparandola opportunamente, e quindi con la preghiera e la riflessione, in forma personale e comunitaria, a livello parrocchiale come pure nell’ambito più vasto del Vicariato.

2. Il Direttorio contiene, anzitutto, la preghiera per la Visita Pastorale. Una tale priorità è emblematica perché ricorda la condizione essenziale che rende possibile e ricca di frutti ogni nostra azione: “cuncta nostra operatio a te semper incipiat et per te coepta finiatur” (ogni nostra attività abbia da Te il suo inizio e in Te il suo compimento) (Liturgia delle Ore, orazione Lodi, Lunedì prima settimana). Il testo della preghiera diventi familiare a livello comunitario e personale anche perché ricorda il significato dell’evento e, di conseguenza, nella misura in cui lo useremo spesso, favorirà il nostro coinvolgimento nella Visita di modo che essa costituisca davvero un dono speciale del Padre per la nostra Chiesa.

3. La Visita Pastorale ha una lunga storia. La si può vedere anticipata nelle visite che Pietro e Paolo fanno alle prime comunità cristiane (cfr. At 9,3 e 13,4-28. 31). Fu praticata da grandi e santi Vescovi, come S. Basilio di Cesarea e S. Agostino. Divenne obbligatoria per decisione di concili provinciali del secolo VI. La visita alla diocesi è argomento di un importante decreto del Concilio di Trento (Sessione XXIV, De reformatione, Cap. III, Qua ratione visitatio per Praelatos facienda). Nel Codice di Diritto canonico del 1917 la materia era trattata ampiamente. La dottrina del Vaticano II ha ispirato e motivato il profondo rinnovamento di questa veneranda istituzione ecclesiastica. Frutto ormai maturo del Vaticano II possono essere considerate la vigente dottrina e legislazione circa la Visita Pastorale che è descritta ed illustrata in alcuni testi di particolare importanza e valevoli per tutta la Chiesa: Codice di diritto canonico (Can. 396-398); Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II Pastores Gregis del 16.10.2003, n. 46; Direttorio per il Ministero pastorale dei Vescovi, Apostolorum Successores, del 22.02.2004, nn. 221-225. Essi sono riportati nel presente Direttorio affinché siano ampiamente e proficuamente valorizzati per opportuni incontri preparatori nelle singole parrocchie e in appositi incontri di Vicariato.

4. Ho dato l’annunzio della Visita Pastorale nel contesto della Messa Crismale lo scorso 9 aprile 2009. Ho poi messo l’iniziativa nel cuore della Vergine Santissima in occasione del Pellegrinaggio diocesano al Santuario Mariano di Mompileri il 21 maggio successivo. Alla Visita Pastorale è dedicato ampio spazio nella suddetta Lettera che contiene le indicazioni per l’anno pastorale in corso. Questi tre testi sono riportati nel presente Direttorio per descrivere lo spirito e i criteri che mi guideranno nello svolgimento della Visita, con la certezza che essi saranno coralmente condivisi. Credo utile unire anche la parte della Lettera per l’inizio dell’Anno pastorale 2007-2008, dove raccomandavo lo studio della Nota Pastorale della C.E.I. Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia.

5. Per prepararmi alla Visita ho chiesto a Don Giuseppe Bellia di stendere alcune pagine di fondamentale e fondante ispirazione biblica. Sono lieto di mettere a disposizione di tutti il testo che gentilmente Don Giuseppe mi ha fornito, (cfr. Appendici pag. 69), e sono sicuro che esso sarà valorizzato nella preparazione e nello svolgimento della Visita.

6. La Visita Pastorale qualifica in modo speciale il cammino che abbiamo intrapreso il 6 agosto 2002, Festa della Trasfigurazione del Signore e data dell’inizio del mio episcopato catanese. Nel primo Messaggio che indirizzavo all’arcidiocesi nel giorno della pubblicazione della mia nomina ad Arcivescovo Metropolita di Catania (7.6.2002), descrivevo con l’immagine del cammino il ministero episcopale che il Venerabile Pontefice Giovanni Paolo II mi aveva affidato in questa insigne Chiesa. Scrivevo allora: “[…] La destinazione alla Chiesa di Catania modifica radicalmente il cammino che tre anni fa avevo iniziato a percorrere insieme all’amatissima Chiesa di Acireale. Ma il senso e la meta di tale cammino restano identici, come identico è Cristo, ieri, oggi e sempre, nostra via, verità e via. Verrò presso di voi, incontrerò le sorelle e i fratelli che formano codesta eletta Comunità e mi metterò in cammino con tutti”. Ho cercato di mantenere questo impegno e, dopo sette anni di ministero episcopale in questa arcidiocesi, la Visita Pastorale mi offre lo stimolo e la grazia per continuare a svolgere con l’aiuto del Signore e con rinnovato entusiasmo, il servizio che Giovanni Paolo II così qualificava in occasione dell’ordinazione episcopale conferita ad alcuni vescovi nell’Epifania del 1980: “… Dell’episcopato non si può forse dire che esso è un sacramento della strada? Voi ricevete questo sacramento per trovarvi sulla strada di tanti uomini, ai quali vi manda il Signore; per intraprendere insieme con loro questa strada, camminando, come i magi, dietro la stella; e quanto spesso per fare loro vedere la stella, che in qualche parte ha cessato di splendere… Entrate anche voi, cari fratelli, su questa grande strada della Chiesa, che è tracciata dalla successione apostolica alle singole sede vescovili… L’episcopato è il sacramento della strada. È il sacramento delle numerose strade che percorre la Chiesa…” Di questo cammino personale e comunitario è testimonianza la relazione svolta da Mons. Antonino Fallico, allora Vicario per la Pastorale, nel corso di aggiornamento del Clero (22-25 giugno 2009) e dedicato alla Visita Pastorale considerata come Dono del Padre per la nostra Chiesa. Rileggendo il testo di Mons. Fallico qui riportato (cfr. Appendici pag. 82): “Il cammino della nostra Chiesa nel decennio in corso”, avremo opportune indicazioni per collocare nell’oggi della nostra comunità diocesana la Visita Pastorale e per viverla come una provvidenziale verifica dell’itinerario che stiamo percorrendo.

7. Mi piace sintetizzare quanto precede nell’Icona che ho già usato nella pubblicazione della Lettera che vi indirizzavo lo scorso 3 ottobre e che adesso ci diverrà molto familiare, perché raffigurata anche nella immaginetta che contiene la preghiera per la Visita Pastorale. L’icona è costituita da tre elementi: una bella immagine del Buon Pastore che si trova nei Musei Vaticani; il territorio della nostra arcidiocesi; il mio stemma. L’ispirazione dell’icona mi viene da uno splendido testo del Servo di Dio il Papa Paolo VI, che quasi quarant’anni or sono (17.5.1970) mi ordinò Sacerdote. Nel memorabile discorso con cui inaugurava il II periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II (29.9.1963), indicando in Cristo il principio, la via e lo scopo dello stesso Concilio, così si espresse: “Fossimo Noi capaci di alzare a Nostro Signore Gesù Cristo, in quest’ora storica, una voce degna di Lui! Facciamo qui nostre le parole della Sacra Liturgia: «Riconosciamo solo Te, o Cristo; - con mente pura e semplice - ti chiediamo piangendo e cantando -Ascolta le nostre invocazioni» (Breviario Romano, Inno alle Lodi del Mercoledì). Nel pronunciare queste parole, davanti ai nostri occhi attoniti e trepidanti sembra stagliarsi Gesù stesso, imponente di quella grandiosa maestà di cui rifulge il Pantocrator… Noi sembriamo quasi rappresentare la parte del nostro Predecessore Onorio III che adora Cristo, come è raffigurato con splendido mosaico nell’abside della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Quel Pontefice, di proporzioni minuscole e con il corpo quasi annichilito prostrato a terra bacia i piedi di Cristo, che… presiede e benedice la moltitudine radunata nella Basilica, che è la Chiesa”. L’Icona della Visita Pastorale valorizza queste espressioni identificando Cristo Pantocrator con il Buon Pastore, la Chiesa che Egli presiede e benedice con il territorio della nostra arcidiocesi affidata all’amore e al servizio del vostro Vescovo rappresentato dal piccolo stemma. La Visita Pastorale deve costituire un corale e gioioso atto di fede nel Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno che non abbandona il suo gregge, in Gesù Buon Pastore modello di coloro che il Padre elegge come Vicari del Suo Figlio e costituisce pastori (Prefazio degli Apostoli I). Con grande stupore, con sincera trepidazione e con altrettanta fiducia, pur consapevole dei miei limiti, sarò onorato di mettere, durante la Visita Pastorale, la vita e il ministero a disposizione del Pastore supremo e buono perché visiti il suo gregge. La grande speranza e l’attesa più profonda che tutti coltiviamo nei riguardi della Visita Pastorale consistono proprio in questo: sia essa per ciascuno di noi esperienza viva delle luminose pagine bibliche che descrivono l’attività del Pastore grande della Chiesa e dell’intera comunità.

8. Il Vescovo, costituito dal Signore pastore in una Chiesa particolare, è collaborato in modo speciale dai presbiteri. Diverse volte ho già supplicato il Signore nelle ordinazioni sacerdotali conferite in questi anni di episcopato a Catania: “Ora, o Signore, vieni in aiuto alla nostra debolezza e donaci questi collaboratori di cui abbiamo bisogno per l’esercizio del sacerdozio apostolico”. Un posto particolare tra questi collaboratori occupano, abitualmente e soprattutto in occasione della Visita Pastorale, i Parroci. Sono sempre lieto, e lo sarò in modo speciale durante la Visita, di onorare ciascuno di loro come “proprio pastore” (Can. 515 C.J.C.) di ogni singola e cara nostra comunità parrocchiale. Come ben noto, lo stesso canone specifica che tale ruolo è svolto “sotto l’autorità del Vescovo diocesano” (ib.). Lungi dal mortificare la dignità del Parroco, la sottolineatura vuole evidenziare il vincolo di stretta comunione e di operosa corresponsabilità che unisce parroco e vescovo nel servizio pastorale. Pienamente fiducioso, e con la consolante certezza che ho potuto verificare in questi anni, rivolgo un cordiale e fraterno invito ai Parroci chiamandoli a collaborare nella preparazione e nello svolgimento della Visita Pastorale. Sono pienamente consapevole che rivolgendo questo invito adempio un preciso dovere. Commetterei, infatti, un peccato di omissione se non valorizzassi al meglio il dono della collaborazione qualificata dei Parroci. Il gesto della consegna della Nota della C.E.I., Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, durante l’incontro personale con ciascuno di loro, è segno di questo mio impegno, come pure di fraterno invito a collaborarvi generosamente e responsabilmente. Il parroco, a sua volta, può e deve fare affidamento nella cooperazione di tante persone che il Signore arricchisce di amore, carismi, capacità e buona volontà per una diffusa ministerialità nelle singole parrocchie, come pure nei Vicariati, e quindi dell’intera Comunità diocesana. La preparazione e lo svolgimento della Visita Pastorale offrono a noi sacerdoti, e particolarmente ai Parroci, la opportunità di accogliere, meditare ed attuare una precisa consegna del Papa Benedetto XVI alla Chiesa di Roma in occasione dell’ultimo Convegno pastorale diocesano lo scorso 26 maggio: “Occorre in primo luogo rinnovare lo sforzo per una formazione più attenta e puntuale della visione di Chiesa […] e questo da parte tanto dei sacerdoti quanto dei religiosi e dei laici… È necessario, al tempo stesso, migliorare l’impostazione pastorale, così che, nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici, si promuova gradualmente la corresponsabilità dell’insieme di tutti i membri del popolo di Dio. Ciò esige un cambiamento di mentalità riguardante particolarmente i laici, passando dal considerarli «collaboratori» del Clero a riconoscerli realmente «corresponsabili» dell’essere e dell’agire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo ed impegnato. Questa coscienza comune di tutti i battezzati di essere Chiesa non diminuisce la responsabilità dei parroci. Tocca proprio a voi, cari parroci, promuovere la crescita spirituale e apostolica di quanti sono già assidui e impegnati nelle parrocchie: essi sono il nucleo della comunità che farà da fermento per gli altri” (O.R. 28 maggio 2010 pag. 8). La Visita pastorale diviene così epifania della generosità con cui la Trinità Santissima elargisce i suoi doni e della responsabilità con cui li accogliamo “per l’utilità comune” (1Cor 14,7).

9. Dobbiamo preparare la Visita Pastorale con questo spirito, con questa chiarezza teologica e alla luce del N. 223 del Direttorio sul ministero pastorale dei Vescovi. Al riguardo è opportuno rilevare quanto segue. a) Le indicazioni canoniche e i suggerimenti qui contenuti e che anche in future circostanze potranno essere dati, sono affidate al responsabile e maturo discernimento, a livello parrocchiale e — 18 — di Vicariato, che i Parroci ed i Vicari Foranei faranno con i rispettivi organismi di partecipazione. Tale esercizio di discernimento comunitario (cfr. Lettera del 3 ottobre 2007 pag. 63) qualificherà la preparazione e lo svolgimento della Visita e fin d’ora deve essere considerato uno dei frutti principali e permanenti che da essa scaturiranno. b) Si insiste giustamente circa “un’adeguata preparazione dei fedeli, mediante speciali cicli di conferenze e prediche su temi relativi alla natura della Chiesa, alla comunione gerarchica e all’episcopato, ecc.”. È suggerita pure l’opportunità di un corso di missioni popolari. Ogni Consiglio pastorale parrocchiale stabilisca come organizzare questo aspetto della preparazione attingendo dal contenuto del presente Direttorio e da altri utili sussidi. c) Sia curata particolarmente la preparazione spirituale valorizzando soprattutto la Lectio Divina. Essa, anche nella nostra arcidiocesi, si va diffondendo sempre più e con benefici sia a livello personale che comunitario. In preparazione alla Visita pastorale si offrano ai fedeli occasioni per conoscere e familiarizzarsi con la Lectio. Sono numerosi i testi biblici che possono essere valorizzati tenendo presenti anche le pagine di Don Giuseppe Bellia (cfr. Appendice pag. 69), il quale, all’occorrenza, potrà anche indicare persone che, già formate nel Centro diocesano Verbum Domini, si metteranno a servizio delle parrocchie. Chiedo al Signore che, così preparata, la Visita Pastorale possa costituire l’occasione preziosa per rendere frequente ed ordinaria la pratica della Lectio Divina nelle nostre parrocchie. In tal modo, nelle nostra comunità diocesana si realizzerà pienamente l’auspicio conclusivo della Costituzione dogmatica Dei Verbum del Vaticano II sulla Divina Rivelazione: “Come la vita della Chiesa riceve vigore dall’assidua frequenza del mistero Eucaristico, così è lecito sperare nuovo impulso alla vita spirituale dalla più intensa venerazione della Parola di Dio che «dura in eterno» (Is 40,8; cf 1Pt 1,23-25). d) Nella preparazione della Visita Pastorale occupa un posto rilevante la valorizzazione dei due questionari preparati per la comprensione e la descrizione dello stato attuale in cui si trova la Parrocchia. I due Questionari, quello di indole pastorale e quello per la “Visita reale”, offriranno l’occasione quanto mai opportuna per l’esercizio del suddetto discernimento comunitario. A significare che essi non sono affidati e destinati alla sola attenzione dei Parroci, consegnerò i due Questionari nel corso di una apposita Celebrazione che si svolgerà nei singoli Vicariati, a tempo opportuno e con la partecipazione della delegazione ad hoc delle comunità parrocchiali interessate. I questionari siano trattati con libertà e con grande responsabilità. Le risposte non abbiano carattere burocratico e distaccato, ma testimonino gioia nel ringraziare il Signore per i buoni risultati già conseguiti, di verità nel riconoscimento di quelli non ancora raggiunti, di ferma speranza e di generoso impegno per dare un fruttuoso seguito alla Visita Pastorale. Il Questionario “pastorale” è preparato tenendo presente la Nota della C.E.I. Il volto missionario delle Parrocchie in un mondo che cambia. Oltre a costituire esercizio di “discernimento comunitario”, esso ci aiuterà a comprendere e a valorizzare la forte sottolineatura emersa dal IV Convegno Ecclesiale Nazionale (Verona, 16-20 ottobre 2006) e di cui al n. 22 (La persona, cuore della pastorale) della Nota della C.E.I. «Rigenerati per una speranza viva» (1Pt 1,3): testimoni del grande sì di Dio all’uomo  (29.6.2007). Non ci sfuggirà che la sottolineatura circa la persona cuore della pastorale, ripropone le affermazioni di Giovanni Paolo II nei nn. 13 e 14 della prima enciclica Redemptor Hominis (4-3-1979): Gesù Cristo è la via principale della Chiesa; l’uomo è la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione.

10. “Desidero ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perché ne siate fortificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune voi ed io” (Rm 1,11). Faccio mie queste parole di S. Paolo e desidero che diano il tono alto a quanto suggerito circa lo svolgimento della Visita Pastorale, nei nn. 222 e 224 del Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi. Nel n. 222 sono descritti alcuni atti che il Vescovo deve cercare di realizzare. Al riguardo, è ovvio sottolineare che non sarebbe pastoralmente utile stabilire previamente modalità uniformi per le singole parrocchie. Inoltre, credo opportuno evidenziare che, anche se non espressamente citato, si svolgerà un incontro con le Autorità del territorio nel modo che sarà concordato con le medesime. Mi sembra più significativo che il Consiglio pastorale di ogni parrocchia valorizzi questo schema per propormi il programma della Visita, che avrà come centro la Celebrazione Eucaristica e come momento rilevante l’assemblea parrocchiale durante la quale sarà presentata una relazione sintetica dei dati principali emersi dall’esame del Questionario di indole pastorale. Il programma delle singole parrocchie sarà armonizzato con le iniziative che si svolgeranno in ambito vicariale. Infatti, per gli incontri con gli operatori nei vari settori (catechesi, liturgia, carità, pastorale per le famiglie, per i giovani… ) si darà più spazio a momenti vicariali. A tempo opportuno stabilirò insieme ai Parroci dei singoli Vicariati le modalità dei due momenti della Visita, quello parrocchiale e quello vicariale, tenendo conto anche delle indicazioni che gli Uffici di Curia prepareranno per le celebrazioni liturgiche e per lo svolgimento di alcuni incontri quali, ad esempio, quelli con le persone consacrate e con le aggregazioni ecclesiali presenti nell’arcidiocesi.

11. Circa il calendario della Visita, desidero chiarire che è mio impegno dedicare alle singole parrocchie il tempo necessario, pur dovendo procedere in modo tale da non prolungarne eccessivamente la durata. In considerazione del numero delle parrocchie dell’arcidiocesi, riesce difficoltoso fissare fin d’ora un calendario che regoli previamente
e dettagliatamente lo svolgimento dell’intera Visita pastorale. Va da sé, tuttavia, che sarà tenuto conto della necessità di conoscere con sufficiente anticipo i tempi della Visita. A tale riguardo i Vicari Foranei hanno ritenuto valido il criterio di programmare annualmente la Visita. Di conseguenza, sarà mia premura indicare successivamente il periodo della Visita nei singoli Vicariati.

12. Come si può facilmente prevedere, le parrocchie si troveranno man mano in due differenti situazioni: mentre alcune vivranno il dopo Visita Pastorale, altre si troveranno ancora nella fase preparatoria. Da ciò, tuttavia, non verrà disordine a condizione che, e nella misura in cui, l’intera comunità diocesana presterà la dovuta attenzione alla Nota Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia. Infatti, essa indica sette obiettivi cui tendere: saremo, perciò, in piena sintonia a livello diocesano se tutti vivremo tale tensione o
come preparazione o come impegno successivo alla Visita Pastorale. Ricordo che, nella lettera del 3 ottobre 2009, avevo indicato per l’anno pastorale in corso una particolare attenzione al n. 8 della Nota (Alla mensa della Parola e del Pane: il giorno del Signore) corrispondente all’obiettivo n. 3. D’intesa con i Vicari Foranei e i Direttori degli Uffici di Curia, in
occasione del prossimo Pellegrinaggio diocesano a Mompileri indicherò quale obiettivo focalizzare per l’anno pastorale 2010-11. A sottolineare l’importanza di tali obiettivi, essi sono riportati nel presente Direttorio e vanno considerati elementi di rilievo per la preparazione e lo svolgimento della Visita Pastorale. E fin d’ora possiamo sperare che la tensione verso tali obiettivi e, voglia il Signore, le quanto più numerose realizzazione degli stessi, costituiranno il bel frutto della Visita pastorale. L’attenzione ai sette obiettivi potrebbe offrirci l’opportunità di realizzare, finalmente, una iniziativa di cui spesso abbiamo parlato: la Scuola per gli operatori pastorali. Incarico i Vicari Foranei di riprendere l’argomento con i Consigli pastorali di Vicariato. Lo svolgimento della Visita Pastorale potrà così favorire il sorgere di queste Scuole nel modo che sarà possibile e quindi, una sola a livello diocesano, oppure tre nelle tre zone (Città, Circum, Bosco), o anche nei singoli vicariati.

13. Durante la Visita pastorale avrò la gioia di benedire con frequenza ricordando a voi e a me che “il nostro aiuto è nel nome del Signore”. Questa è la certezza che ci sostiene fin d’ora. Prepareremo bene, vivremo con fede la Visita Pastorale e ne raccoglieremo abbondanti frutti di comunione e di missionarietà perché il Signore è con noi, pronto a riempire le reti che, con la stessa fiducia di Pietro, noi lanciamo in mare obbedendo all’ordine di Gesù: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca” (Lc 5,4). La Visita pastorale costituisca per tutti noi la condivisione della bella esperienza di Pietro e compagni: si fidarono della parola di Cristo e gettarono le reti. “Fecero così e presero una quantità enorme di pesci” (Lc 5,6).
Così sia per ciascuno di noi con la benedizione della Trinità Santissima che con affetto paterno e fraterno invoco su tutti.

Catania, 1 aprile 2010 - giovedì santo
+SALVATORE GRISTINA