Conferenza Stampa di presentazione programma festa S. Agata 2010


Innovazioni e tradizioni

 

 Il pontificale presieduto dal cardinale Giovanni Battista Re e la candelora d’oro, assegnata a suor Lucia Siragusa figlia di Maria Ausiliatrice, sono le due più significative novità dei principali punti focali della festa di S. Agata 2010, caratterizzata da un’intensa sottolineatura religiosa: una riguardante l’aspetto ecclesiale, l’altra quello civico. Ciò è stato particolarmente sottolineato, durante la conferenza stampa convocata alla presenza delle massime autorità della città e della provincia, in episcopio dall’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, che ha evidenziato il delicato ruolo rivestito dall’eminentissimo porporato nella Curia Romana, a stretto contatto con il Papa come prefetto della Congregazione per i Vescovi e presidente della P. Commissione per l’America Latina, e dal sindaco sen. Raffaele Stancanelli, che ha esaltato la felice scelta nei riguardi di una giovane religiosa responsabile, a Librino, del centro “Giovanni Paolo II” delle salesiane di Don Bosco.

Il Metropolita ha precisato che la commissione diocesana per le celebrazioni agatine si è insediata il 9 ottobre e continuerà il suo alacre impegno, cercando di realizzare il compito assegnato, con riferimento al messaggio di Pasqua affinché la festa sia la presentazione più bella possibile di Catania. In una delle sue affermazioni, sempre attuali, è scritto: “Siamo veri devoti nella misura in cui osserviamo i comandamenti del Signore e le giuste leggi che regolano la vita civile. Coloro che amano S. Agata e sono veri devoti sono tali quando, dopo aver guardato il volto di Agata, sanno guardare i suoi esempi e mettersi sulla strada dell’imitazione della santa, abbandonando, se occorre, peccaminosi comportamenti personali o di gruppo”. L’attività della commissione si esplicita attraverso l’operatività del consiglio di presidenza, per proseguire il cammino già intrapreso con ulteriori segnali di novità, senza tornare indietro onde evitare il “cortocircuito” del tutto o del niente. “S. Agata”, ha chiarito l’Arcivescovo, “non è festa del Comune o della Diocesi, è la festa della comunità cittadina nella sua variegata composizione. Tutti dobbiamo averla a cuore!”.

Tre sono gli ambiti fondamentali sui quali ci si impegna: 1. Iniziative di catechesi, animazione nelle associazioni agatine sul ruolo dell’associazionismo cattolico nella Chiesa e impegno battesimale di ciascuno, il cui cammino culminerà con il rinnovo delle promesse battesimali dei soci nelle mani dell’Arcivescovo la domenica del tesseramento; attenzione particolare alle scuole toccate dalla “peregrinatio” del Velo di S. Agata: significato della festa cristiana, storia e origini della nostra festa. 2. Educazione alla solidarietà e attenzione sociale: particolarmente verso i disagiati (ammalati, carcerati, diversamente abili); rilancio della “giornata della donazione”: dono del sangue, degli organi, del proprio tempo nel volontariato, strutture ecclesiali a servizio dei disabili (ODA), nuove e vecchie povertà (Caritas); impegno economico di solidarietà che, partendo dalla festa di S. Agata, coinvolga anche le feste patronali delle varie comunità per la realizzazione di un “segno-espressione” di carità della Chiesa. 3. Contestualizzazione della festa e coinvolgimento nella collaborazione: tema guida delle celebrazioni in linea con l’Anno Sacerdotale sarà “Con Agata guardiamo ai sacerdoti e preghiamo per le vocazioni”, curando la predicazione e la preghiera; maggiore visibilità all’impegno di animazione della preghiera lungo il cordone a cura degli “Amici del Rosario”; coinvolgimento di presbiteri e diaconi per una significativa presenza lungo il cordone tra i devoti. “Nel programma ci sono certamente delle novità che non cambiano la festa”, ha sottolineato l’Arcivescovo, “Per quanto riguarda la catechesi, per esempio, essa avrà un maggiore coordinamento; per i giovani, ci sarà una serata agatina in piazza Scammacca; sarà incrementata la colletta della solidarietà durante il pontificale, con l’augurio che l’iniziativa della carità sia sempre partecipata; saranno sviluppati i momenti culturali”.

Il sindaco, nell’affidarsi all’intercessione di S. Agata e nell’augurare che le prossime celebrazioni siano un momento di unità per il bene della città, ha evidenziato il valore sociale dell’assegnazione della candelora d’oro ad una suora che lavora da missionaria a Librino e “riesce a fare quello che spesso anche noi istituzioni civili non riusciamo a fare. È una scelta che onora la città e rappresenta un riconoscimento anche per tutti coloro che a Librino quotidianamente mettono a disposizione la propria azione verso chi soffre le difficoltà che conosciamo. Vuol essere anche uno stimolo verso di noi per accodarci a questa missione con più impegno e responsabilità”.

Al comm. Luigi Maina, confermato presidente delle celebrazioni, è toccato il compito di leggere il programma dei festeggiamenti che si prospettano ricchi di contenuti religiosi, sociali e culturali, com’è nella migliore tradizione cittadina. Sottolineiamo solo qualche altro aspetto saliente e nuovo. Dal punto di vista ecclesiale e liturgico: mercoledì agatini con riferimento al sacerdozio; raduno delle Associazioni agatine; Divina Liturgia in rito greco bizantino presieduto dall’eparca di Piana degli Albanesi; Marcia della Pace dell’ACI Ragazzi; presenza dei nuovi vescovi di Siracusa e di Noto; prima esecuzione nella festa della “Missa Beata Virgo” del m° Nunzio Schilirò; ottavario con la partecipazione di comunità parrocchiali; Eucaristica nell’ottava (ore 14.30) riservata ai disabili e presieduta dal presidente dell’ODA, mons. Alfio Russo. Dal punto di vista delle manifestazioni culturali e sportive: mostra sul martirio e la festa alle BB. RR Civica e A. Ursino Recupero; presentazione del volume “La Cattedrale di Catania” curato dall’ufficio diocesano BB. CC.; conferenza di mons. Leone Calambrogio a cura dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme; concerto sinfonico al Teatro Massimo; 49° Trofeo podistico internazionale e Palio delle Municipalità, voluto da Provincia e Comune.

Antonino Blandini