Contesto storico e archeologia

 

Ospitata presso la Chiesa di San Francesco Borgia del Demanio Regionale e curata da Concetta Molè (Università degli Studi di Catania), Vittorio Rizzone (Studio Teologico S. Paolo di Catania), Mariarita Sgarlata (Università degli Studi di Catania, Ispettrice delle Catacombe della Sicilia Orientale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra) e Umberto Utro (Direttore Sezione Paleocristiana Musei Vaticani).

Questa sezione presenta materiali archeologici legati alla Catania pagana e al relativo contesto storico catanese e materiali legati al cristianesimo dei secoli III e IV con particolare riferimento all’imperatore Traiano Decio e ai documenti delle persecuzioni del 251 d.c.. Vengono inoltre esposti esempi di arte cristiana del III e IV secolo tra cui il sarcofago detto "della Via Salaria", uno dei più celebri reperti della collezione di antichità cristiane dei Musei Vaticani (per l’occasione esposto per la prima volta al di fuori del museo in cui è conservato), che costituisce un richiamo d'eccezione per la bellezza e la rilevanza delle sue raffigurazioni. In mostra sono presenti alcuni frammenti di sarcofagi, la maggior parte provenienti dai Musei Vaticani, numerose iscrizioni e gli affreschi provenienti dalle catacombe di Domitilla custoditi presso il Civico Museo di Castello Ursino.

Numerosi sono i materiali esposti connessi al culto dei martiri e al concetto di santità nella Chiesa delle origini, alla Catania Giudaica e a Sant’Agata e la Catania Cristiana. Tra questi vi è l’importantissima Iscrizione di Julia Fiorentina proveniente dal Musée du Louvre che venne recuperata nel 1730 nell’area della villa Rizzari, una vasta zona extraurbana che nell’antichità era adibita a cimitero. Si tratta della più antica testimonianza del culto dei martiri catanesi.

Tra i pezzi di maggior rilievo si potranno ammirare il prezioso Efebo di Selinunte custodito presso il Museo Civico di Castelvetrano e le meravigliose “teste” di Pantelleria risalenti al I sec. d.c, il Ritratto di Giulio Cesare, il Ritratto di una donna della famiglia giulio-claudina e il Ritratto dell'Imperatore Tito.

Nel percorso di mostra viene inoltre presentato un selezionato nucleo di dipinti il cui soggetto è legato a episodi di vita di Sant’Agata e al suo legame con la martire coeva Santa Lucia: il celeberrimo Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio del 1608, custodito presso la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro di Siracusa e Santa Lucia al sepolcro di Sant’Agata di Daniele Monteleone conservato presso la Chiesa del Collegio, sempre a Siracusa. Sarà in mostra anche il bozzetto del Beato Pietro Geremia ferma la colata del 1444 col Velo di Sant’Agata proveniente dal Museo Civico di Castello Ursino, che deve la sua notorietà al soggetto rappresentato, rara testimonianza figurativa di una prassi devozionale che attribuisce al velo del sepolcro di sant’Agata il potere di arginare le devastanti colate laviche verificatesi più volte nei secoli.