Dipinti e delle sculture
Ospitata presso il Museo Diocesano si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico di cui fanno parte Sergio Benedetti (Senior Curator alla National Gallery di Dublino), Mauro Lucco (Docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Bologna), Wolfgang Prohaska (Conservatore Capo al Kunsthistorisches Museum di Vienna), con la partecipazione di Luisa Paladino (Università degli Studi di Catania) e Antonino Bilardo (storico dell’arte) e la collaborazione di Barbara Mancuso (Università degli Studi di Catania).
Il percorso espositivo, in cui sono presentati circa ottanta dipinti, apre con un nutrito nucleo di antiche tavole risalenti al XIV e XV secolo raffiguranti Sant’Agata con i simboli che le sono propri, spesso effigiata insieme ad altri santi attorno alla Vergine col Bambino. Di particolare interesse sono la preziosa tavola processionale proveniente dal Museo dell’Opera di Firenze realizzata dal “Maestro della Sant’Agata” e da Jacopo del Casentino e il grande polittico di Scarperia in cui la martire compare con Santa Caterina e Santa Lucia. Piccoli capolavori sono la tavola conservata nei Musei Vaticani realizzata da Puccio Capanna, pittore di scuola giottesca di estrema raffinatezza, e la delicatissima Sant’Agata di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone dell’Accademia Carrara di Bergamo. Altre opere prestigiose in mostra sono la tavoletta di Bernardino Luini della Galleria Borghese e il prezioso scomparto di predella dipinto da Lorenzo Lotto raffigurante Santa Lucia alla tomba di Sant’Agata, ora alla Pinacoteca Civica di Jesi. Sarà presente inoltre la tela del grande pittore bresciano Alessandro Bonvicino detto il Moretto raffigurante Santa Cecilia fra le sante Lucia, Agata, Barbara e Agnese. Anche nei secoli successivi le rappresentazioni di Agata nell’arte sono molto diffuse. Jacopo dal Ponte detto il Bassano, uno dei protagonisti del rinnovamento della pittura veneta nella seconda metà del Cinquecento, dipinge Agata ai piedi della Vergine in gloria con i segni decisi e corposi di colore e la luminosità che caratterizzano la sua pittura. Del Cinquecento e del Seicento sono esposte opere di artisti di prestigio quali Denys Calvaert, Jacopo Ligozzi, Alessandro Tiarini, Alessandro Turchi detto Orbetto, Simon Vouet, Jacopo Vignali e Simone Pignoni. In mostra sarà presente anche la magnifica pala d’altare dell’Oratorio del Rosario di Palermo commissionata ad Antonie Van Dyck durante il suo soggiorno in Italia. Del XVIII secolo è il celeberrimo Martirio di Sant’Agata di Giovan Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica di Sant’Antonio a Padova, in cui il martirio del taglio dei seni viene rappresentato attraverso una scenografica composizione dalle tinte ariose e delicate. Concluderanno il percorso espositivo le opere settecentesche e ottocentesche di Giuseppe Cades, Mariano Rossi, Marcello Leopardi e Gustave Moreau.
A completamento della mostra dei dipinti verrà esposto un piccolo nucleo di sculture provenienti da chiese italiane fra cui una Sant’Agata in marmo rosa realizzata dalla bottega di Nicola Pisano.
