La storia della Martire

 

Agata, una ragazza catanese nata intorno al 235, visse sotto il governo dell'imperatore Decio e del governatore romano Quinziano. Cresciuta nella sua fanciullezza in bellezza e candore, sin da piccola sentì nel suo cuore il desiderio di appartenere totalmente a Cristo e quando giunse ai 15 anni decise di consacrarsi a Dio. La Sicilia, come l’intero immenso Impero Romano, era soggetta in quei tempi alle persecuzioni contro i cristiani cominciate sia pure occasionalmente intorno al 40 d.C. con Nerone, per proseguire più intense nel II secolo.

La fanciulla, riconosciuta come cristiana dal velo rosso portato dalle vergini consacrate, fu condotta alla presenza di Quinziano che, innamoratosi di lei, cercò di conquistarla e sedurla. Agata però non cedette alle sue lusinghe e per questo fu costretta a patire lo strappo dei seni con enormi tenaglie.

Portata in cella sanguinante e ferita le apparve S. Pietro apostolo che le risanò le mammelle amputate. Quinziano rimase sbalordito di fronte al prodigio delle ferite rimarginate e ordinò di bruciarla su un letto di carboni ardenti, con lamine arroventate e punte infuocate.

Tuttavia, nel momento dell’ultima prova fisica, l’Etna cominciò ad eruttare lava, un segno che fece chiedere agli abitanti un atto di clemenza. Quinziano cedette alle richieste della popolazione, ma Agata, agonizzante, morì in cella poco dopo essere stata tolta dalla brace. Secondo la tradizione, il velo rosso indossato dalla giovane non prese fuoco e fu così venerato e portato in processione a ricordo del martirio della fanciulla catanese.

Le reliquie della santa furono trafugate a Catania nel 1040 dal generale bizantino Giorgio Maniace. Nel 1126 due soldati dell'esercito bizantino le rapirono a Costantinopoli per consegnarle al vescovo di Catania Maurizio nel Castello di Aci.

Il 17 agosto 1126, le reliquie rientrarono nel duomo di Catania. Questi resti sono oggi conservati in parte all'interno del prezioso busto in argento (parte del cranio, del torace e alcuni organi interni) e in parte dentro a reliquiari posti in un grande scrigno, anch'esso d'argento (braccia e mani, femori, gambe e piedi, la mammella e il velo).

Altre reliquie della santa, come ad esempio piccoli frammenti di velo e singole ossa, sono custodite in chiese e monasteri di varie città italiane e estere.